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Domenica 26 Febbraio 2017

benvenuti ...

... nel sito dell'antico Priorato cluniacense di  s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità.
Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all'ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell'Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!

il Rettore

  • L' angolo


    Sii gentile
    (nel 25 febbraio)
       Ci viene sempre chiesto
    di comprendere l'altrui
    punto di vista,
    non importa quanto sia
    antiquato
    stupido o
    disgustoso.
       Uno dovrebbe
    guardare
    agli errori degli altri
    e alle loro vite sprecate
    con gentilezza,
    specialmente se si tratta di
    anziani.
       Ma l'età è la somma
    delle nostre azioni.
    Sono invecchiati
    malamente
    perché hanno
    vissuto
    senza mettere mai a fuoco,
    hanno rifiutato di
    vedere.
       Non è colpa loro?
    Di chi è la colpa?
    Mia?
       A me si chiede di mascherare
    il mio punto di vista
    agli altri
    per paura della loro
    paura.
       L'età non è un crimine
    ma l'infamia
    di un'esistenza
    deliberatamente
    sprecata
    in mezzo a tante
    esistenze
    deliberatamente
    sprecate lo è.

     Charles Bukowski


    Via Crucis dell'oggi

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  •  Diario :::: per l'ospitalità a sant'Egidio in Fontanella: animatori di gruppi parrocchiali, giovanili e adulti, possono trovare qui un luogo di silenzio operativo; perciò si privilegia la loro presenza rispetto a quella di bambini o ragazzi, anche perché i ridotti spazi della Rettoria non si confanno alle esigenze di moto dei più piccoli ::::  
    ::: per contatti vedi sotto nel riquadro "informazioni" :::: 

     Domenica 12. Ospitiamo una cinquantina di ragazzi delle medie della Parrocchia di Monte Marenzo accompagnati dal parroco don Giuseppe, dalle catechiste e da alcuni genitori. Dopo un allegro pranzo al sacco nel salone grande della Rettoria, una piccola passeggiata fino al piccolo cimitero. E a seguire, prima la preghiera e poi visita guidata alla storia e all'architettura della nostra Chiesa: complimenti a questi ragazzi ascoltatori attenti e interessati.   >>>   Sabato 11, nella notte: don Manuel Belli a capo di una ventina di ragazzi scout provenienti da tutta la Lombardia raggiunge la nostra Abazia camminando da Città Alta fino a qui lungo i sentieri della collina. Si tratta di ragazzi dell'Agesci che nei prossimi mesi affronteranno il Cammino di Santiago. Dopo il meritato sonno ristoratore, la mattina di domenica, momento di riflessione in Chiesa, preghiera di incoraggiamento e primo timbro sulla Credenziale, quello della nostra Abazia. E poi di nuovo in cammino verso Pontida per il pranzo e il rientro a casa.   >>>   Martedi 7 febbraio: visita guidata in doppia lingua italiano-tedesco per un gruppo di studenti di quarta dell'Istituto turistico Maironi di Ponte San Pietro e per una quindicina di loro coetanei arrivati dalla Vestfalia per una settimana in terra bergamasca.   >>>   Domenica 5, "sold out", come dicono gli anglofili: nell'Eucarestia delle10,30, nel ricordo di padre Turoldo a venticinque anni dalla morte celebrano con noi gli Aclisti di Cisano Bergamasco accompagnati da padre Andrea Butta, dei Servi di Maria, priore di San Carlo al Corso, e loro conterraneo; padre Riccardo Rota Graziosi, di Mapello, francescano, nel 40^ anniversario di matrimonio, accompagna il fratello e la cognata,i cui figli solennizzano in musica la celebrazione    >>>    In Rettoria per l'intera giornata: ritiro per le coppie che si preparano al matrimonio dell'unità pastorale Mapello Ambivere Valtrighe. Riflessioni e condivisione sotto la guida di don Emanuele. Nel pomeriggio Messa in Abazia a conclusione della giornata.    >>>   E ancora, intensa giornata di lavoro per l'equipe educativa della parrocchia di Cenate Sotto accompagnati dal parroco don Enrico.  >>>   Dal pomeriggio di sabato 4 a domenica 5 ospitiamo in accoglienza il gruppo scout di Brugherio, per la prima volta in cammino sui sentieri del Monte Canto.   >>>   Mercoledì 1,  padre Marcello dei Cappuccini dell'ospedale di Bergamo guida il consueto ritiro dei sacerdoti del Vicariato Mapello_Ponte.    >>>   Domenica 29 gennaio: ospitiamo un gruppo di amici legati al Movimento di Comunione e Liberazione per la loro consueta Scuola di Comunità mensile.   >>>   Domenica 22: giornata di ritiro e di revisione per i catechisti giovani della parrocchia di Boltiere accompagnati dal curato don Luca.   >>>   Da sabato 21 al pomeriggio di domenica 22, in accoglienza ospitiamo la Comunità Capi del gruppo Scout di Trezzo_Vaprio, ormai affezionati frequentatori della nostra casa.    >>>   Domenica 15 gennaio, nella sera. "Ecco l'Agnello di Dio" è il richiamo a cui ha risposto un gran numero di giovani del Vicariato dell'Isola che si sono ritrovati con i loro sacerdoti per un momento di preghiera nella nostra Abazia. A seguire biscotti e tisane nel salone: perché i legami si intrecciano anche così.   >>>   Sabato 14, la mattina: una trentina di volontari e sostenitori del PIME di Monza si ritrovano alla nostra Abazia per una Messa di ringraziamento. A presiedere la celebrazione  Padre Jaime, padre Lorenzo e padre Giuseppe: dal Brasile, dalla Tailandia, dalla Guinea Bissau, dall'Italia; perché il cuore del PIME è ovunque.

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  • Segnalazioni / Corrispondenze

     Permettete questa intrusione, sono don Emanuele. Vi scrivo perché in questo momento i nostri amici beduini dei villaggi di Tabna, Abu Hindi, Al Muntar, Abu Nawar e Khan Al Amar sono invasi dall’esercito israeliano e dai bulldozer che hanno cominciato a demolire le baracche degli abitanti. L’obiettivo è deportare gli abitanti con la forza dalla loro terra (distruggendo le strutture sociali e organizzative del popolo beduino) per avere mano libera e continuare a colonizzare e insediare popolazione ebraica. Si chiama pulizia etnica. Il mondo tace. I giornali pure. Le prime vittime sono i bambini. Leggete per favore  la lettera accorata di suor Aziza e suor Agnese. Le scuole dei bambini  che stiamo sostenendo col progetto Tuttiascuola  insieme ai villaggi sono minacciate direttamente. Chi farà sentire il loro grido? Chi prenderà le difese degli oppressi? fate circolare questa mail, per favore.

     CRESCE LA TENSIONE TRA I BEDUINI JAHALIN

     “Tu, Signore, sei mia difesa, tu sei mia gloria e sollevi il mio capo”. [Salmo 3,4]

     Ieri mattina, 19 Febbraio 2017, rappresentanti dell’Autorita’ Israeliana, accompagnati da soldati israeliani armati, sono andati al villaggio Beduino di Khan Al Ahmer nel West Bank, dove si trova la famosa “Scuola di Gomme”, per consegnare un nuovo ordine di demolizione effettivo dal 23 Febbraio prossimo. La scuola e l’intero villaggio sono a rischio di demolizione e spostamento. Lunedi’ mattina, 20 Febbraio 2017, abbiamo ricevuto la telefonata da Abu Soliman, il capo dei Beduini, che ci informava dell’arrivo dei bulldozer e dei soldati israeliani al villaggio di Tabna, che si trova nella stessa area di Khan Al Ahmer, e dove abbiamo un piccolo asilo. Ci siamo recate sul luogo dove abbiamo visto che era stata demolita una casa. Parlando con le donne abbiamo saputo che altre due abitazioni sono in lista di demolizione per il giorno 27 Febbraio. Facendo poi visita all’asilo, pochi erano i bambini presenti a causa di quanto successo di primo mattino. I bambini, testimoni dell’accaduto, erano alquanto scioccati e spaventati all’arrivo di qualsiasi macchina. Le stesse insegnanti si vedevano provate e in ansia per il loro incerto e precario futuro. Per la prima volta abbiamo letto sui loro volti rassegnazione e stanchezza. Parlando con Abu Raid, il capo del villaggio e membro del comitato della “Scuola di Gomme, e con alcune donne del villaggio, abbiamo colto in loro la seria preoccupazione per il futuro educativo dei loro figli in caso di distruzione della scuola. Nel pomeriggio abbiamo visitato Khan Al Ahmer e ascoltato Abu Khamis il quale ci ha raccontato quanto e’ successo il giorno prima, 19 Febbraio. I soldati israeliani, senza rivolgere parola agli abitanti del villaggio, hanno lasciato 42 ordini di demolizione (tale e’ il numero delle baracche del villaggio comprese alcune aule scolastiche) con scadenza effettiva il prossimo 23 Febbraio. Anche qui tra gli abitanti del villaggio e tra gli studenti della scuola abbiamo visto paura, preoccupazione e tanta incertezza. Proseguendo per il villaggio di Abu Nawar, vicino all’insediamento di Ma’ale Adumim, abbiamo sentito che il piano israeliano di spostamento forzato prevede oltre al villaggio di Khan Al Ahmer, anche quelli di Abu Nawar e di Abu Hindi. Nel villaggio di Abu Nawar i soldati israeliani si recano in sopralluogo quasi ogni mezzora lasciando dietro di loro sentimenti di sconforto negli abitanti e un grande punto interrogativo sulla nuova rielocazione. In questa situazione di grande incertezza, anche noi abbiamo sperimentato frustrazione di fronte a tanta ingiustizia e violazione dei diritti umani, oltre alla incapacita’ di trovare parole di conforto e di consolazione o altro. Abbiamo cercato di fare causa comune con loro attraverso la nostra presenza solidale. In questo ultimo periodo abbiamo toccato con mano una crescita di tensione nei beduini e grande preoccupazione per l’incertezza della loro sistenza. Chiediamo preghiera e giustizia per questi nostri fratelli e sorelle e che il Signore della misericordia intervenga in loro favore. Sr. Azezet & Sr. Agnese,Suore Missionarie Comboniane

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  • daQui

    benedizione - Eh sì, scrivo quando ho qualcosa da dire, e che urge. E se raccolgo il lamento generoso di chi vorrebbe la mia tastiera più tastata, tuttavia non mi viene di affrontare una lettera (queste lettere che mando daQui) a scadenza. È una questione di correttezza nei confronti di chi legge, oltre che di intelligenza della vita. Perché le nostre parole siano benedette, occorre che siano veraci. Cioè, cordiali. E in ricaduta fruttuosa. Un condividere per una finalità: quella di crescere insieme nel vero nel bello e nel buono. E se talvolta gli strumenti possono essere violenti – come si fa ad imputare una disonestà senza usare le maniere forti, le parole forti? ci si ricordi delle fruste usate da Gesù al tempio – lo sono perché rinascano verità e bontà e bellezza. Che è poi il senso di quel benedire di cui le parole, sacre e profane, vogliono essere fonte di gioia. Chi non accetta la correzione, non accetta la benedizione. Lo dice il Salmista: e quanto potrebbe ora ricordarlo agli insensati che mettono a ferro e fuoco il mondo: bombardano, schiavizzano, violano i più elementari diritti umani. In forza della forza: dimenticando che il dare la vita è vincente, non toglierla. O potrebbe, il Salmista, ricordarlo a quanti nella Chiesa hanno scambiato la bellezza per l’estetismo, il vero per le proprie irrigidite convinzioni, e il bene con il legalismo farisaico. Per gli uni e gli altri – ma in questi giorni anche a quanti nello Stivale stanno inseguendo se stessi, cavalcando le tigri del popolarismo più becero, o inventandosi scissioni che non portano ragioni – per tutti, anche per me, valgono queste righe di Albert Einstein: “Non pretendiamo che le cose cambino, se facciamo sempre la stessa cosa. La crisi è la migliore benedizione che può arrivare a persone e Paesi, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dalle difficoltà nello stesso modo che il giorno nasce dalla notte oscura. E’ dalla crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. ...  La vera crisi è la crisi dell’incompetenza”. La stessa cosa che facciamo è ripetere il peggio che già si è visto nella storia: le ragioni altrui. Meno arroccamenti su definizioni che vogliono descrivere Dio nella Trinità, e non ci sarebbe stata la scissione degli Ortodossi; un po’ meno di arroganza del potere, e un po’ più di ascolto, e Lutero ora sarebbe un santo della chiesa cattolica; e meno supponenza di preti e di vescovi – quelli che l’arrampicarsi nei ruoli ne han fatto una virtù ecclesiastica - riconoscerebbe come benedizione il tempo evangelico che ci è stato riaperto dall’avvento del nuovo papa. Ma lo stesso per la convivenza umana: arroccamenti, supponenze, arroganze stanno all’inizio di guerre internazionali e intestine. Occorre accettare il cambiamento, perché ci sia benedizione sulla nostra vita: benedizione non è solo la nascita di un figlio lungamente desiderato e atteso, ma lo è la nascita di ogni bambino, anche se inatteso e persino indesiderato. letteralmente, benedire è dire bene: Bonhoeffer parla della benedizione, descrivendola come del ponte che collega Dio alla felicità umana. Dio infatti “dice bene” di noi quando dice che siamo giusti benché peccatori, perdonati benché colpevoli, figli benché prodighi. E noi diciamo bene del nostro prossimo quando lo accogliamo: per consolarlo,

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  • INFORMAZIONI UTILI

    Attilio Bianchi, rettore

    La chiesa abbaziale
    è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

     La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l'Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

    Per richieste personali al Rettore:
    e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

    Per uso degli spazi della Rettoria:
    telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • INFORMAZIONI UTILI

    ACCOGLIENZA GRUPPI

    Apertura: tutto l'anno.
    Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

    Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

    Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

    Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

  • INFORMAZIONI UTILI

    SACRAMENTI
    Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

    COME RAGGIUNGERCI:
    • auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
    • treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
    • bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

    PER DONAZIONI:
    Rettoria s. Egidio
    Cassa rurale BCC di Treviglio - fil. Sotto il Monte Giov XXIII
    IT34 O 08899 61440 00000 0370654


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  • Il Vangelo
    secondo santa Marta

    118. Il Signore ci dia la grazia della “santa vergogna” di fronte alla tentazione dell’ambizione che coinvolge tutti, anche la comunità ecclesiale. Il desiderio di essere più importanti ci spinge verso la strada della mondanità. Saper chiedere la grazia di vergognarci, quando ci troviamo in queste situazioni. Gesù capovolge infatti quella logica: ricorda ai Dodici “che se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo e il servitore di tutti” e prende un bimbo e lo mette in mezzo a loro. Ci dia il Signore la grazia della semplicità di un bambino.

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  • contrAppunti 

    cani - Due bambine di 4 e 5 anni sono state aggredite da due pitbull. Questi non sono cani che persone frustrate si prendono in braccio. Sono cani da tenere rinchiusi, ma un pertugio lo trovano e aggrediscono se non i propri figli, quelli dei vicini. Che fare, animalisti? Inseguire i propri istinti rischiando, o rassegnarsi a che ogni creatura abbia il proprio habitat? Compresi i poveri chihuahua, destinati a scaldare il cuore degli umani, che altrimenti non trovano che glielo scaldi.

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