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Domenica 22 Luglio 2018

benvenuti ...

... nel sito dell'antico Priorato cluniacense di  s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità.
Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all'ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell'Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!

il Rettore

  • L' angolo

     

    Meriggiare pallido e assorto

    Meriggiare pallido e assorto
    presso un rovente muro d’orto,
    ascoltare tra i pruni e gli sterpi
    schiocchi di merli, frusci di serpi.

    Nelle crepe del suolo o su la veccia
    spiar le file di rosse formiche
    ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
    a sommo di minuscole biche.

    Osservare tra frondi il palpitare
    lontano di scaglie di mare
    mentre si levano tremuli scricchi
    di cicale dai calvi picchi.

    E andando nel sole che abbaglia
    sentire con triste meraviglia
    com’è tutta la vita e il suo travaglio
    in questo seguitare una muraglia
    che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

    [da Ossi di seppia, Eugenio Montale]


     
    Via Crucis dell'oggi 

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  •  Diario
    :::: per l'ospitalità a sant'Egidio in Fontanella: animatori di gruppi parrocchiali, giovanili e adulti, possono trovare qui un luogo di silenzio operativo; perciò si privilegia la loro presenza rispetto a quella di bambini o ragazzi, anche perché i ridotti spazi della Rettoria non si confanno alle esigenze di moto dei più piccoli ::::  ::: per contatti vedi sotto nel riquadro "informazioni" :::: 
    Martedì 10 luglio: il vescovo Enrico Dal Covolo, Rettore magnifico della Lateranense, è accompagnato dal fratello e dalla cognata nella sua vista annuale all’Abbazia, dove celebra l’eucarestia con il nostro Rettore.  >>>   Domenica 8 : ospitiamo per l’intera giornata una trentina di aderenti al’Associazione Missione Belem provenienti dalla vicina Brianza. Dopo aver partecipato alla Messa della Comunità e seguito la visita guidata all’Abbazia,  dedicano il pomeriggio alla preghiera, al confronto, ai nuovi progetti.   >>>   Giovedì 26 giugno, la mattina. Una cinquantina di persone provenienti un po’ da tutta Italia e partecipanti al corso “La filosofia nei luoghi del silenzio” presso il Santuario di Caravaggio, sono in visita guidata con un loro relatore alla storia millenaria della nostra Abbazia.   >>>   Domenica 24 partecipano alla Messa di Comunità una trentina di volontari AVO che prestano servizio presso il Policlinico di PonteSanPietro.   >>>   Martedì 19, don Marcello, vicario a Martinengo, accompagna un gruppo di parrocchiani alla nostra Abbazia per una visita guidata e un incontro con il nostro Rettore.   >>>   Domenica 17, ospitiamo il piccolo Gruppo Famiglie della parrocchia di Ronco Briantino che, la mattina partecipano alla Messa comunitaria e il pomeriggio incontrano un sacerdote del PIME di Sotto il Monte per una meditazione.   >>>   Nel pomeriggio, l’ormai tradizionale visita guidata all’Abbazia organizzata dall’associazione Promoisola.   >>>   Sabato 16, in mattinata visita guidata per una decina di ex dipendenti Heineken che si ritrovano spesso in queste zone per “non perdersi di vista”.   >>>   Il Gruppo Civetta, gruppo di lettura e meditazione della Bibbia di Dalmine si incontra alla nostra Abbazia per una giornata a chiusura dell’anno.   >>>   Pomeriggio di ritiro per il gruppo catechisti della parrocchia di Ghisalba accompagnati dal curato don Simone. In chiusura, al tramonto, celebrazione della Santa Messa.   >>>   Venerdì 15, Messa in ricordo di Flavia: abbazia piena di familiari e amici che si stringono attorno a Italo e figli.

                                     Estate


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  • Segnalazioni / Corrispondenze

    letto per noi da gp. b.
    in tempi di porti chiusi e di magliette rosse, un articolo di giorni che preannunciavano il presente

    La storia delle coperte grigie è una delle tante che non sono mai riuscita a raccontare e ha che vedere con il mio viaggio a Lesbo nel marzo del 2016. Frequentavo la scuola di giornalismo de El País e tre pompieri spagnoli, che lavoravano sull'isola come volontari, erano stati arrestati per traffico illegale di persone: una vicenda complicata che fece da apripista ad altre fino a che non si trovò la sintesi giornalistica al tema. Ora si chiamano «reati di solidarietà» e coinvolgono coloro che danno un passaggio a un «sin papeles» in una frontiera calda, talvolta senza conoscere la legge che stanno infrangendo. Il fondatore dell'associazione era un amico della mia coinquilina Pilar. Lo avevo intervistato e mi aveva invitato ad andare con loro. Lo dissi alla responsabile della scuola che mi chiese se avessi un'assicurazione a coprirmi in caso di necessità. Io le risposi che la Grecia era ancora Europa e che non avrei dovuto avere problemi. Mi sembrò una richiesta assurda, anche se con il senno di poi Belén forse non aveva tutti i torti: la Grecia era diventata qualcos’altro. L'emergenza del 2015 era agli sgoccioli; il mare era pattugliato da Frontex e si respirava già l'odore dell'accordo che l'Europa avrebbe firmato con la Turchia di lì a pochi giorni

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  • daQui

    esercizi – Quando si ha un po’ più di tempo a disposizione – e l’estate è questo tempo, quando si rallentano gli impegni dell’anno – ci si può dare a riprendere i libri del liceo. E uno in particolare che mi aveva allietato, sottobanco, durante lezioni noiose, era sull’etimologia delle parole italiane derivate dal latino. Quelle che hanno la stessa radice ma significati diversi: ad esempio, le due parole tradizione e tradimento. Due parole che non potrebbero essere così distanti. All’apparenza. Perché derivano entrambi dal consegnare: nel primo caso la consegna riguarda tutto ciò che viene passato dalle mani di una generazione a quelle di un'altra, per salvaguardarlo dallo scorrere nel tempo; nel secondo caso, invece, la consegna riguarda qualcosa che dovrebbe essere protetto, e invece viene svenduto. Ed è il tradimento, che si conosce nelle sue svariate sfumature, a principi cui pure si è votata la vita: l’infedeltà coniugale, che si esprime in una doppia vita, senza più remore, all’insegna dell’autorealizzazione che giustifica ormai ogni comportamento; e c’è il voltagabbana, di chi si consegna a una ideologia contraria, e la si è sperimentata massicciamente nelle ultime scelte elettorali; ma si tradisce con l’apostasia: e pare che tradire la propria fede a favore di soluzioni più immediatamente appaganti stia dilagando anche tra il popolo cristiano. Più semplicemente, ma non meno pericolosamente, è un tradimento il falsare le cose, il travisare con menzogne, di cui si è ben consci, i fatti della vita: e sempre a proprio vantaggio, personale o politico. Ma c’è un tradimento che tocca la Chiesa, e proprio nella sua Tradizione: lungo i secoli, per alleggerire il giogo che il Vangelo comporta – è un giogo leggero, ma lo si vuole più leggero – ci si è piegati alle tradizioni, che hanno impelagato fino ai nostri giorni l’essere discepoli evangelici. Da lì l’incapacità che si sperimenta nell’accettare il vento nuovo dello Spirito. Si giunge a sospettare della novità che appartiene al Vento che spira in tempi diversi in modi diversi, per non lasciarsi sgusciare da ingessature che sono lontane da quanto il Nazzareno è venuto a dare. Si è detto che Gesù non è venuto a fondare una religione, ma a chiamare a una fede. In sede di dibattiti lo si accetta, così come si accetta che un modo religioso è indispensabile alla fragilità dei discepoli. Ma quando il modo religioso si sovrappone alla fede, tanto da renderla insignificante? Allora non conta più essere beati perché si accoglie lo straniero, e non perché lo si lascia alle porte della città. E non conta quanto ci è stato detto, e sarà tema di giudizio: forse Matteo 25 dovrebbe essere predicato più incisivamente e opportune et importune, come ha detto san Paolo. E così, non per condannare, ma si darebbe la possibilità di vedersi in anticipo schierati se da una parte o dall’altra del Figlio dell’uomo quando tornerà nella sua gloria. Fin da qui; per scegliere di spostarsi finalmente dalla parte giusta. Per liberarsi dagli orpelli che impediranno di entrare dalla porta stretta. Per riconsegnare la Chiesa alla sua verità, che non è quella di una perfetta organizzazione mondana, ma di una trasparenza che conduce al Salvatore. Forse gli scismi che sono avvenuti lungo i secoli, meriterebbero miglior pregio, se sono serviti a una purificazione. Non per condannare a una marginalità, lo ripeto, ma per avvertire di una pienezza che è ben lontana dagli apparati che soffocano, che rimandano, che attardano. Una Chiesa comunità di fratelli che condividono il bene tra loro e con chi bussa alle porte delle loro chiese. Occorre esercitarsi al saper consegnare, senza consegnarsi al Maligno. È così che le nuove generazioni non resteranno tradite. Altra via non c’è: solo nella spogliazione si renderà evidente la brillantezza del Vangelo.  12 luglio 2018 

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  • INFORMAZIONI UTILI

    Attilio Bianchi, rettore

    La chiesa abbaziale
    è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

     La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l'Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

    Per richieste personali al Rettore:
    e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

    Per uso degli spazi della Rettoria:
    telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • INFORMAZIONI UTILI

    ACCOGLIENZA GRUPPI

    Apertura: tutto l'anno.
    Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

    Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

    Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

    Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

  • INFORMAZIONI UTILI

    SACRAMENTI
    Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

    COME RAGGIUNGERCI:
    • auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
    • treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
    • bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

    PER DONAZIONI:
    Rettoria s. Egidio
    Cassa rurale BCC di Treviglio - fil. Sotto il Monte Giov XXIII
    IT34 O 08899 61440 00000 0370654


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  •  Il Vangelo
    secondo santa Marta


     

    155. Tutti i battezzati sono chiamati ad annunciare il Vangelo nei vari ambienti di vita, come gli apostoli, non avendo niente di proprio da annunciare ma agendo  messaggeri di Gesù. Il Maestro ci vuole liberi e leggeri, perché tali sono i messaggeri del regno di Dio, non manager onnipotenti, non funzionari inamovibili, non divi in tournée. 

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  • contrAppunti 


    l'inps
    fa terrorismo psicologico, la confindustria pure sulle stime rispetto al decreto Dignità, di grillina confezione. Così per il tema migratorio, caro a chi si sa: quel che raccontano gli "altri" sono balle. Della serie: o ci si allinea, o si è espulsi. La nuova Italia.

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