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Sabato 27 Maggio 2017

benvenuti ...

... nel sito dell'antico Priorato cluniacense di  s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità.
Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all'ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell'Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!

il Rettore

  • L' angolo


    Alda Merini, da “La terra santa”

    Le più belle poesie
    si scrivono sopra le pietre
    coi ginocchi piagati
    e le menti aguzzate dal mistero.
    Le più belle poesie si scrivono
    davanti a un altare vuoto,
    accerchiati da argenti
    della divina follia.
    Così, pazzo criminale qual sei
    tu detti versi all’umanità,
    i versi della riscossa
    e le bibliche profezie
    e sei fratello a Giona.
    Ma nella Terra Promessa
    dove germinano i pomi d’oro
    e l’albero della conoscenza
    Dio non è mai disceso

    né ti ha mai maledetto.
    Ma tu sì, maledici
    ora per ora il tuo canto
    perché sei sceso nel limbo,
    dove aspiri l’assenzio
    di una sopravvivenza negata.

    Via Crucis dell'oggi

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  • Diario :::: per l'ospitalità a sant'Egidio in Fontanella: animatori di gruppi parrocchiali, giovanili e adulti, possono trovare qui un luogo di silenzio operativo; perciò si privilegia la loro presenza rispetto a quella di bambini o ragazzi, anche perché i ridotti spazi della Rettoria non si confanno alle esigenze di moto dei più piccoli ::::  
    ::: per contatti vedi sotto nel riquadro "informazioni" :::: 

    Giovedì 18 maggio, parrocchiani di Gaverina Terme con il parroco don Omar risalgono la collina per pranzare in lieta compagnia, e poi metersi in ascolto deòle narrazioni sull'Abbazia.  >>>   Martedì 16 Bambini di Romano Cappuccini, con il curato don Daniele, celebrano qui, tra le antiche pietre, la loro seconda Prima Comunione  >>>   Domenica 14 , nella sera: "Non vi lascerò mai soli " è il rasserenante messaggio al quale sono chiamati a meditare e pregare i giovani del Vicariato dell'Isola accompagnati dai loro curati, nell'ormai tradizionale appuntamento a Fontanella.   >>>   Per l'intera giornata ospitiamo I cresimandi della parrocchia di Alzano Sopra, accompagnati dai genitori, dalle catechiste, dal curato don Tiziano e dai seminaristi Gabriele e Taddeo per una giornata di ritiro in preparazione al Sacramento che riceveranno la prossima domenica. A metà pomeriggio,  prima di rientrare a casa, celebrano la Santa Messa invocando i giusti sentimenti per ricevere lo Spirito Santo, anche nel canto del "Veni Creator".   >>>   nel pomeriggio, Invitati a Sotto il Monte per un concerto nel Giardino della Pace e di passaggio da Fontanella per il pranzo al Vitigno,  i coristi dell'Uni3 della Città di Fidenza chiedono di cantare nella nostra Abbazia: emozionati intonano "Signore del silenzio" e "Gaudete" applauditi dalla comunità di Alzano già riunita per la celebrazione. Ripartono felici e grati per l'accoglienza ricevuta e per l'onore di aver cantato in una Chiesa dalla storia millenaria.   >>>   sempre nel pomeriggio, in pellegrinaggio a Sotto il Monte, visitano la chiesa abbaziale una quarantina di aderenti al Gruppo Missionario della Comunità di Villaregia di Lonato. Dopo aver chiesto protezione al Santo Papa per le loro Comunità sparse nei luoghi più difficili del mondo, vivono un momento di riflessione e di preghiera seduti nel prato sotto al sagrato prima di rientrare alle loro case.   >>>   Fine settimana di convivenza per i gruppi Adolescenti delle parrocchie di Prezzate e Busnago, in una sorta di gemellaggio favorito dall'amicizia fra i loro educatori. Prima volta che si ritrovano a condividere spazi, tempi e riflessioni imparando a stare insieme anche con il gioco e il tempo della preghiera. La domenica mattina partecipano alla Messa comunitaria.   Una bella presenza, raccolta e motivata.    >>>   Venerdì 12 maggio, la sera: il gruppo scout di Treviglio Primo si ritrova nel salone grande della nostra Rettoria per una cena condivisa e per un'attività di programmazione del gruppo.   >>>   Lunedì 8, al suono delle campane del mezzogiorno, don Ezio Bolis celebra la Santa Messa per una trentina di novizie e postulanti dell'USMI lombarda. Dopo la mattinata da pellegrinaggio dal santo Papa Giovanni, trascorrono il resto della giornata a sant'Egidio condividendo prima il pranzo nel salone poi il tempo della conoscenza nelle passeggiate e nelle conversazioni nel chiostro.   >>>   Sabato 6 maggio. Già alle nove la chiesa si riempie di camminatori dell'Associazione "Cuore e Batticuore " giunti da Sotto il Monte via colle San Giovanni. Per loro momento musicale con chitarra classica e flauto traverso, viaggio fra le note in quota e qua e là per l'Europa. Poi di nuovo in cammino verso Pontida e Odiago.   >>>  Verso mezzogiorno un piccolo gruppo di giovani legati al Pime di Monza giungono a piedi da SottoilMonte per un momento di preghiera e di testimonianza in Abbazia.  

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  • Segnalazioni / Corrispondenze

    I poverelli d’Assisi - A proposito di chi ha detto che il suo è un movimento francescano, vi mando l’ultimo  BUONGIORNO di Mattia Feltri, che scrive sulla Stampa. Credo valga la pena condividerlo, per un sorriso tra il malinconico e l'ironico, su quelli che ci sono toccati, e continuano a toccarci.

    Siccome in natura e quindi anche in politica nulla si crea e nulla si distrugge, non c’è niente di strano né di nuovo nell’ispirazione che Beppe Grillo conta di trarre da San Francesco d’Assisi. E gli sembrerà straordinariamente rivoluzionario, come tutto ciò che gli passa per la testa, senza verificare che non sia già passato per la testa di altri. E che teste. Silvio Berlusconi diceva che «il ruolo dell’Italia si colloca nell’eredità religiosa di San Francesco»; Gianfranco Fini trovava molto francescana la guerra all’Iraq perché «San Francesco non condannò l’uso delle armi per legittima difesa»; Sandro Bondi si sentiva affratellato a Fausto Bertinotti «nel nome di San Francesco»; Piero Fassino affrontava il dovere quotidiano «col conforto del ricordo di San Francesco»; Pierferdinando Casini contava di rifarsi alla fede di San Francesco «nella ricerca del bene comune»; Massimo D’Alema lo citò ad Assisi come impegno personale (un po’ disatteso), «non dobbiamo crederci il centro del mondo»; Umberto Bossi scrisse sulla Padania che la vita di San Francesco ormai guidava più la Lega che il Vaticano; Mario Monti riteneva San Francesco modernissimo, «e deve diventare l’esempio del mondo di oggi»; Giorgio Napolitano intendeva «riaffermare i valori di San Francesco nel mondo». In fondo per un politico indicare San Francesco per modello è come per un giornalista indicare Indro Montanelli e per un magistrato Giovanni Falcone: un bel modo di cavarsela quando non si sa più a che santo votarsi.  

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  • daQui 

      vecchiaia - “Gira in zona da qualche giorno, pioggia o sole. E siccome piove spesso, perché aprile è il più crudele dei mesi, ma anche questo maggio non scherza, è spesso zuppo e fangoso. ...  Sembra che guardi nel vuoto. Fa così da quattro giorni. E smette di piovere. No, ricomincia. Beh, è uguale”.  Riprendere questo pezzo di un bel romanzo giallo, potrà sembrare fuori luogo; e un po’ lo è. Perché lì il soggetto è un barbone, che non è un anziano, ma potrebbe esserlo. E perché qui non si parla di chi ha una scarpa da cui occhieggia un dito, né è inavvicinabile per un odore malefico. È un uomo degno: pulito e in ordine, come sono tutti i pensionati italiani. O quasi. Ma, pensione vuol dire vecchiaia. E non tutti la vivono allo stesso modo. La pena di certi giovanilisti, la conoscete, no? Non hanno i pantaloni alle ascelle (ma ormai neppure gli altri), ma poco manca che vestano con il cavallo sulle ginocchia. Se - mettendola in battuta, ma non tanto – ti scusi di certe dimenticanze e dici che è l’età, ne hai reazioni diverse: condiscendenti di chi qualche anno in più di te ce l’ha, indispettite di chi è solo un po’ meno vecchio di te. Perché? Perché oggi la vecchiaia non è la benedizione che la Bibbia augura: è uno spettro da tenere fuori casa, fuori dalla vita. Perché vecchiaia è solitudine? un po’ lo è, soprattutto per chi non ha una figliolanza, o, se ce l’ha, si è dileguata dentro le proprie preoccupazioni. Perché vecchiaia è fragilità? e dunque uno scarto?: sì, rispetto all’andare e al fare frenetico di questo mondo che ci siamo fabbricati, dal boom economico del secolo scorso ad oggi, in una frenesia sempre più aggressiva. Perché non è social? pur avendo imparato molto della tecnologia, dal ciclostile ad alcool della sua giovinezza all’uso intelligente dell’online, il su di età si rifiuta di cascare nei meandri virtuali delle relazioni: è convinto che nulla si comunica con Facebook  o WhatsApp. Se comunicare è qualcosa di diverso dall’informare su cose materiali; se scende dal principio di comunione - eucaristica, perché no? – relazione che appunto va a toccare l’anima e non solo orecchi od occhi. Solo così di un vecchio sano, benché messo nell’angolo, si può dire che sembra guardare nel vuoto, ma vede. È vero:con l’avanzare del tempo si perde qualcosina. Ma, se egli si accetta, vede dal profondo dei suoi anni: che sanno di profezia se appena appena, nell’attraversare la vita, ha conservato una libertà dal sentire di massa. Questo toccare l’anima che è relazione di corpo e di spirito, la tecnologia non potrà mai realizzarlo. E chi crede a questa favola, si confonde, e si svia dalla realtà: che è l’incontro. Di persona. E lì, davanti a te. L’amicizia,

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  • INFORMAZIONI UTILI

    Attilio Bianchi, rettore

    La chiesa abbaziale
    è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

     La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l'Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

    Per richieste personali al Rettore:
    e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

    Per uso degli spazi della Rettoria:
    telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • INFORMAZIONI UTILI

    ACCOGLIENZA GRUPPI

    Apertura: tutto l'anno.
    Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

    Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

    Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

    Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

  • INFORMAZIONI UTILI

    SACRAMENTI
    Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

    COME RAGGIUNGERCI:
    • auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
    • treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
    • bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

    PER DONAZIONI:
    Rettoria s. Egidio
    Cassa rurale BCC di Treviglio - fil. Sotto il Monte Giov XXIII
    IT34 O 08899 61440 00000 0370654


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  • Il Vangelo
    secondo santa Marta

    126 - La chiusura, la resistenza allo Spirito Santo avviene attraverso anche quella frase che chiude sempre, che ti ferma: “È sempre stato fatto così”. Ma questo modo di fare uccide: uccide la libertà, uccide la gioia, uccide la fedeltà allo Spirito Santo che sempre agisce in avanti, portando in avanti la Chiesa. Come posso io sapere se una cosa è dello Spirito Santo o è della mondanità, dello spirito del mondo o è dello spirito del diavolo?. con il discernimento.

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  • contrAppunti 

    Francia - Depardieu contro tutti . «Il Paese ha paura. Macron? È il bianco dell’uovo, anche montato il bianco dell’uovo continua a non avere sapore.  La Lo Pen recita meglio, per questo resta un pericolo; è una connerie, una stupida che vuol riportarci all'ignoranza». Come se ne esce? «Domenica non voto». A voi, sti-arrivati-puzza-sottoilnaso, che fanno i maestri e non scelgono, non puzzano?

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