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Giovedì 29 Giugno 2017

benvenuti ...

... nel sito dell'antico Priorato cluniacense di  s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità.
Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all'ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell'Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!

il Rettore

  • L' angolo


    Versicoli quasi ecologici
    di Giorgio Caproni 

    Non uccidete il mare,
    la libellula, il vento.
    Non soffocate il lamento
    (il canto!) del lamantino.
    Il galagone, il pino:
    anche di questo è fatto
    l’uomo. E chi per profitto vile
    fulmina un pesce, un fiume,
    non fatelo cavaliere
    del lavoro.

    L’amore finisce dove finisce l’erba
    e l’acqua muore. Dove
    sparendo la foresta
    e l’aria verde, chi resta
    sospira nel sempre più vasto
    paese guasto: "Come
    potrebbe tornare a essere bella,
    scomparso l’uomo, la terra".


    Via Crucis dell'oggi

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  • Diario :::: per l'ospitalità a sant'Egidio in Fontanella: animatori di gruppi parrocchiali, giovanili e adulti, possono trovare qui un luogo di silenzio operativo; perciò si privilegia la loro presenza rispetto a quella di bambini o ragazzi, anche perché i ridotti spazi della Rettoria non si confanno alle esigenze di moto dei più piccoli ::::  ::: per contatti vedi sotto nel riquadro "informazioni" :::: 

     

    Domenica 25 giugno, due i gruppi ospiti che partecipano alla  Messa comunitaria: i giovani del Decanato di Baggio, Milano  e alcuni referenti del movimento Missione Belem delle province di Bergamo e Lecco. Dopo il pranzo, i primi si dedicano alla meditazione e alla condivisione del tema proposto dagli educatori, i secondi alla revisione delle attività e alla nuova programmazione. Il rientro a casa è per tutti nel tardo pomeriggio.    >>>   Sabato 24, in Abbazia l’arcivescovo Gaetano Bonicelli celebra con il nostro Rettore in mattinata, per un folto gruppo di amici e parenti, la Santa Messa in ricordo di don Loris Capovilla, segretario del santo Papa Giovanni: ricorda alcuni tratti della vita dei due, con la commozione di chi li ha frequentati da vicino; al termine visitano insieme la tomba nel nostro piccolo cimitero.   >>>   Nel pomeriggio, l'équipe della Unità pastorale di Ponteranica, recentemente costituita,  si raduna da noi per un primo incontro di verifica dei progetti e della programmazione futura.   >>>   Giovedì 22, la mattina, Fr. Andrea Pak dell'Arcidiocesi di Daegu _ Corea celebra una Messa in lingua e canti originali per un piccolo gruppo di conterranei.  Sant'Egidio è una delle tante tappe, appositamente voluta a dire del loro parroco, del loro viaggio in Italia dopo Roma, Napoli, San Giovanni Rotondo, Lanciano, Assisi, San Giminiano e Siena.   Concelebra il rettore, che li saluta invitandoli alla testimonianza che il santo papa Giovanni ha saputo dare al mondo, soprattutto per chi abita terre difficili.   >>>   Lunedì 19, ospitiamo per l'intera giornata presbiteri e diacono dell'Unità Pastorale della Bassa val Serina alla ricerca di un luogo tranquillo per una revisione dell'anno pastorale trascorso e per iniziare a imbastire le nuove comuni attività del prossimo.    >>>   Sabato 17 , il Rettore celebra una Santa Messa di ringraziamento per il cinquantesimo anniversario di matrimonio dei coniugi Trovesi,  tornati per l'occasione nella Chiesa dove padre Turoldo celebrò le loro nozze.   >>>   Giovedì 15, nella sera. Alla celebrazione in ricordo di Flavia, il marito Italo e i tre figli si vedono raccolti attorno i numerosissimi amici venuti da S. Lucia, e i familiari dall’alta Val Brembana. Il Rettore offre una meditazione sul tema della consolazione: che viene dalla Spirito e che chiede di essere spartita  nella quotidianità dei rapporti. Una convivialità nel salone dell’Abbazia chiude a tarda serata nella serenità che nasce dalla speranza cristiana.

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  • Segnalazioni / Corrispondenze


    Scrivendo della chiesa romanica di san Secondo, presso il monastero di Bose, Enzo Bianchi ha queste annotazioni che a 
    me sembrano descrivere al meglio Fontanella: sia soprattutto per quelle note di conservazione attenta, sobria e invitante dell'attuale gestione, che si possono trovare sia nel silenzio dei giorni feriali, sia nelle celebrazioni del mattino domenicale. All'inizio dell'estate può essere un buon invito a tornarci spesso, tra le pietre che pregano per noi? e potete estendere sul sito questo invito? (al.man).

     
    L’ombra della navata e il canto degli uccelli 


    ( ... ) È in chiese così che l’architettura si sposa alla perfezione con la natura. Il luogo viene scelto con l’attenzione tipica di chi conosce il territorio: vicinanza a un corso d’acqua; una pur ridotta radura che consenta il convenire e lo stare insieme anche all’esterno della chiesa e, al contempo, la visibilità di uno spazio dove la gratuità si arricchisce del silenzio; l’orientamento appropriato affinché la luce del sole penetri al momento giusto e negli spazi appropriati per divenire simbolo eloquente della luce di Cristo... Sovente i materiali sono semplici, poveri, come le persone che li usano: pietre ricavate dal torrente adiacente, mattoni cotti nella fornace locale, calce che trae la propria consistenza più dalla passione e dalla fatica dei lavoratori che non dalle sue proprietà naturali. Tutto questo fa sì che anche quando le finestre sono solo minuscole fessure incastonate tra muri massicci, non si avverte contrasto tra interno ed esterno, tra natura e architettura. C’è differenza, sì, ma non opposizione, tra l’ombra silenziosa della navata e il cinguettare degli uccelli in volo attorno al campanile, tra il raccoglimento orante dell’abside e lo sguardo che abbraccia il brulicare della natura,tra la memoria delle generazioni che nello spazio delimitato da quelle mura hanno celebrato le loro gioie e i loro dolori, le loro speranze e le loro fatiche e, d’altro lato, il presente che arresta per un attimo la propria frenesia, liberato dall’incombere di un «fare» tutto votato all’«avere» e orfano dell’«essere». Natura e cultura di un popolo si abbracciano nell’architettura sacra: la realtà del creato che gli occhi contemplano aiuta a scorgere l’invisibile, mentre la perizia di chi delimita e organizza gli spazi diviene bussola per orientare i cammini del cuore e dello spirito. Architettura vuol dire anche funzionalità (che è altra cosa dall’ansia dell’efficienza), stabilità e durata (che è altro rispetto all’immobilismo), armonia tra edifici e persone (che non è contiguità strumentale): sono tutti doni che un sapiente dialogo con la natura esalta, come il fuoco esalta sapori e colori di un cibo prelibato.
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  • daQui 

    spogliazione -  Una Chiesa che ha bisogno di divise, è quella di Cristo? Scrivo per le perplessità suscitate dall’ultimo DaQui. Tanti preti (e diaconi e vescovi) pensano che la spogliazione sia un pericoloso avvicinamento al protestantesimo. Quelli che - delle schiere sparse uscite dalle grida di Lutero - hanno soprattutto sofferto per l’iconoclastia che si è soprattutto, per loro, identificata con l’assenza di stendardi, piviali, e palandrane dei vari ordini equestri, oltre che dai bottoni rossi degli ecclesiastici insigni, da esibire nelle processioni. Quello che rimpicciolito per mancanza di fedeli, ormai, potete vedete nelle celebrazioni del Corpus Domini che si svolgano in città o nelle parrocchie di provincia, dove non siano state sostituite da un diverso e intelligente nuovo modo di intendere la presenza del Signore. (Ancora non rimpicciolito a Gandino? Ma lì è folclore e orgoglio di un passato, quando la ricchezza di panni che uscivano verso terre non globalizzate ancora non era un ricordo). Processioni in piccolo: perché a onta di chi vuol far sopravvivere manifestazioni astoriche, mette in strada un drappello di devoti che vanno dai bambini di prima comunione –  comandati - al piccolo resto di suore e di già figlie di Maria, oltre ai nostalgici incanutiti che, chissà perché, non richiamano i più giovani. Un passaggio che nasconde il Signore eucaristico dentro le apparenze di un potere che riesuma i cortei principeschi. E che suscita tenerezza, che è la cifra di bambini e di vecchi. Ma è questa la Chiesa nata dalla Pentecoste? E se qualcuno si scandalizza ancor più per queste righe, e ce ne sono, non è perché a cinquecento anni dal ribelle agostiniano non se ne è imparata la lezione, certo distinguendola dalle deviazioni? Che consisteva in un richiamo alla essenzialità dell’annuncio evangelico? Dietrich Bonhoeffer, il grande martire cristiano di professione luterana, in una delle sue lettere dalla prigione scriveva che povertà, spogliazione, nudità sono indispensabili per poter accogliere l’Altro, il Signore. Noi abbiamo una concezione diversa? Eppure nell’esercizio della Via Crucis Gesù spogliato delle sue vesti non è lì accidentalmente: è Cristo reso visibile dalla comunità in spogliazione. L’esatto opposto dell’immagine che si dà della Chiesa: che non è quella vestita di oro e di stoffe preziose, e non può assimilarsi alle sfilate di passerella alla Pitti (per quanto la moda ecclesiastica che si vorrebbe mantenere, e che rimprovera Francesco papa di non apprezzare, è ferma a pizzi e merletti di cui vestivano appunto i maschi dei tempi di Versailles; se non a “nuove” casule, che s’avvicinano molto ai pareo di origine esotica, in barba al simbolismo dei quattro colori liturgici). Deporre le vesti: era un atto penitenziale, un riconoscere che altro è richiesto ai discepoli di Cristo. Chiedere dunque che si depongano tutti i rossi non liturgici; quelle cappe magne che qualche cardinale si ostina ad indossare nonostante siano state abolite già dagli anni settanta del secolo scorso; e quei titoli di eccellenza ed eminenza

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  • INFORMAZIONI UTILI

    Attilio Bianchi, rettore

    La chiesa abbaziale
    è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

     La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l'Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

    Per richieste personali al Rettore:
    e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

    Per uso degli spazi della Rettoria:
    telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • INFORMAZIONI UTILI

    ACCOGLIENZA GRUPPI

    Apertura: tutto l'anno.
    Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

    Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

    Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

    Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

  • INFORMAZIONI UTILI

    SACRAMENTI
    Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

    COME RAGGIUNGERCI:
    • auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
    • treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
    • bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

    PER DONAZIONI:
    Rettoria s. Egidio
    Cassa rurale BCC di Treviglio - fil. Sotto il Monte Giov XXIII
    IT34 O 08899 61440 00000 0370654


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  • Il Vangelo
    secondo santa Marta

    129. Dio non solo sceglie e si rivela ai piccoli; egli chiama i piccoli: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi: io vi darò il ristoro”. Si rivolge a coloro che sono i più piccoli per le sofferenze, per la stanchezza. E i “grandi” non sono chiamati? Il cuore di Gesù è aperto per tutti, ma la voce i grandi non riescono a sentirla perché sono pieni di se stessi. Per ascoltare la voce del Signore occorre farsi piccoli.

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  • contrAppunti 

     e i legislatori? - Il Papa: "Stolto far lavorare così a lungo gli anziani mentre i giovani sono a casa. Bisogna cambiare". Un papa ecologista, un papa sindacalista? Un papa politico. Se finalmente si accetta che i cristiani facciano politica anche dal pulpito: è perché lì la Parola di Dio è politica, o non è. Vi immaginate quelli che ci volevano – e ci vogliono - rinchiusi in sacrestia?

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