Lunedì 25 Settembre 2017

Per una Chiesa estroversa

Alle molteplici analisi che si possono fare in questa svolta della storia ecclesiale, si devono aggiungere quelle che riguardano il cambiamento culturale del nostro tempo. Senza questa introduzione, ancora una volta si andrebbe verso l’uso di pannicelli caldi, che non metterebbero a fuoco il malessere che si sta vivendo. E dunque non si arriverebbe al cuore delle cose che segnalano le possibilità. E dunque i nuovi segni dei tempi. La Gaudium et spes è nata in momento del tutto diverso: diversa la società, diversi i modi di concepire

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Tradizione/tradizioni

 Qui si parla di Maiuscola e di minuscole. Dando la dovuta importanza all’una e alle altre, ma con le distinzioni che si debbono. Il tema è molto vasto. Va dalle ricerche di una Tradizione che vorrebbe conglobare i vari vissuti antropologici e religiosi che si sono espressi lungo i secoli, in aree culturali molto diverse fra loro e con moti religiosi apparentemente contrastanti; ma con l’accentuazione che invece si deve dare nel cristianesimo a quello che si considera la Tradizione intoccabile e le tradizioni derivate che come tali sono soggette

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Molti cattolicesimi

 Per chi ha vissuto, giovane e attento, la stagione del Concilio nel suo svolgersi, può trovarsi ora di fronte ad interrogativi di non facile risposta. Quale chiesa si raduna la domenica sul vasto orbe terracqueo? Una chiesa universale o una chiesa parcellizzata? Una chiesa di credenti, laici e preti, o una chiesa di chierici, preti e laici? Chi ha vissuto il Concilio si meraviglia che alcuni non l’abbiano digerito: forse non c’erano; o, se c’erano, erano altrove, spersi in una propria cristallizzazione che gli impediva di vedere? Ma: che ne è stato del suo dispiegarsi dentro

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Le icone, tra Oriente e Occidente

La parola greca che significa immagine è la radice sia di “icona”, nell'accezione valida per tutto l'Oriente cristiano, sia di “ancona”, il termine usato in Italia fin dal secolo XII per designare una pittura su tavola di soggetto religioso posta su un altare. Può prendere da qui lo spunto un breve discorso sui rapporti tra la pittura russa di icone e la cultura occidentale, in specie italiana, a partire dal comune fondamento paleocristiano e bizantino. Risalgono infatti

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Peccato originale

 Ci sono genitori che tre giorni dopo l’uscita dal reparto natale vanno in parrocchia, a chiedere subito il battesimo. Discendono solitamente da famiglie molto religiose, dove la liberazione dal peccato è vista anche come una benedizione che può allontanare mali terreni. E ci sono genitori che si fanno vivi quando già il bambino sgambetta seppure ancora tentennante, ma che già sa che può con qualche urla far desistere da qualcosa. Questi ultimi pongono qualche problema: è giusto costringere ai segni dell’olio e dell’acqua un fantolino riottoso, e sgaiottolante

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Ri-diventare cristiani?

 La prima volta della nostra generazione ha sentito riproposta l’espressione evangelica dei segni dei tempi nelle parole di Giovanni XXIII e di Paolo VI, e nel documento conciliare della Gaudium et Spes. Quando cioè si prospettava un’alba radiosa dopo le lacerazione della seconda guerra mondiale, che con la distruzione delle città aveva portato la distruzione della speranza, e dunque delle coscienze. Non saprei dire se c’è stato qualche studio approfondito sull’argomento, ma credo sia stato quel tragico evento a fare da spartiacque della cristianità: come in altre epoche, certo; ma per noi, per quella sorta di cristianesimo diffuso ma non più interiorizzato

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Fragilità

(introduzione)

 1. Tra affettività, lavoro e festa, tradizione e cittadinanza ci stava la parola fragilità al Convegno ecclesiale di Verona. A racchiudere quelle aree tematiche il termine speranza che per i cristiani si identifica in Cristo Risorto: la cui resurrezione è già oggi speranza per il mondo. Ma come può esserlo la fragilità?

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Qoèlet, gli occhi in fronte

            Mi sono accorto che il vantaggio della sapienza sulla stoltezza è il vantaggio della luce sulle tenebre: Il saggio ha gli occhi in fronte, ma lo stolto cammina nel buio. Ma so anche che un'unica sorte è riservata a tutt'e due. Allora ho pensato: «Anche a me toccherà la sorte dello stolto! Allora perché ho cercato d'esser saggio? Dov'è il vantaggio?». E ho concluso: «Anche questo è vanità» (Qo 2,13-15). Un testo così basta e avanza per farti dire: chiudiamo prima di cominciare. Se tutto è vanità, che vale spendere parole? per confutare?

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Chiesa di minoranza

 Dopo una sordina durata qualche quinquennio nell’annaspare che la post-modernità ha inflitto alla pastorale tradizionale – solo lambita dal Concilio – con una spinta nuova si è rimessa al centro dell’evangelizzazione la parrocchia “grembo della fede”. E da allora si è vista emergere con più decisione la coscienza del malessere che serpeggia nelle comunità. Titubanti a dare voce a quel malessere sono stati per molto tempo proprio gli addetti al lavoro. Nel suo viaggio attraverso l’Italia cattolica, Marco Politi

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le devozioni

 A ciascun fedele la sua devozione? Ormai ne siamo convinti tutti: il ritorno della religiosità popolare non va disprezzato, semmai evangelizzato. Ma, come premessa delle premesse, sta il tener conto di due elementi, il fatto generazionale e la geostoria delle regioni: così si eliminano parecchi fraintendimenti, e molte distorsioni. E, soprattutto, non induce alle colpevolizzazioni innescate da chi ha nostalgia di una pietà popolare di facciata, e le auto-colpevolizzazioni di chi non le sente come proprie.

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