Sabato 27 Maggio 2017

Trasformeranno le loro spade in aratri e le lance in falci

Meditazione di Gianni Mura nella chiesa di Sant'Egidio: “Serve un cultura di pace, una cultura oltre la guerra”

Nella serata del 24 novembre 2011 l’Abbazia di Fontanella di Sotto il Monte ha ospitato il giornalista Gianni Mura attuale direttore, insieme a Maso Notarianni, di E-Il mensile, la rivista di Emergency, il quale si è soffermato sul brano del profeta Isaia “Trasformeranno le loro spade in aratri e le lance in falci”.

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Sono forse io il guardiano di mio fratello?

Meditatio di don Angelo Casati nella chiesa di Sant’Egidio: «Dio custode e pastore»"


“Perdo pezzi
e tu li raccogli
alle spalle, Signore,
tu Dio dell’orfano e della vedova,
tu Dio dei frammenti,
tu hai compassione
del non intero,
dei pezzi di pane avanzati,
tu che non vuoi
che si perda nessuno.
Perdo pezzi di voce e di occhi,
di memoria e di cuore.
Dietro
alle spalle tu ti chini e raccogli”


In allegato è possibile scaricare il testo completo della comunicazione in formato pdf. tratto dalla sezione materiali/registrazioni del sito www.moltefedisottolostessocielo.it


Non si può servire Dio e mammona

Meditazione dell’on. Rosy Bindi nella chiesa di Sant'Egidio: “la politica nazionale e mondiale ha bisogno di un supplemento d’anima” 

rosy bindi
Nella serata dell’11 febbraio 2011 l’Abbazia di Fontanella di Sotto il Monte ha ospitato Rosy Bindi,
attuale vicepresidente della Camera dei Deputati ed ex Ministro della Sanità e della Famiglia , la quale si è soffermata sulla frase evangelica:“Non si può servire Dio e mammona”.
L’illustre relatrice ha iniziato ricordando innanzitutto che mammona non rappresenta solo il denaro, ma tutti quegli aspetti della vita che diventano per noi degli assoluti.
In merito al valore della ricchezza ha in seguito operato un distinguo all’interno delle Scritture. Nell’Antico Testamento infatti la povertà era segno dell’abbandono di Dio, mentre la ricchezza (quella procurata con lavoro costante e duraturo, non con affanno o fraudolenza!) era una benedizione divina.Il Vangelo porta invece un nuovo messaggio: i poveri sono i prediletti da Dio, da Lui scelti!Con ciò non si disprezza la ricchezza in quanto tale, anzi, Gesù fa un largo uso dei beni...Ad essere condannato è il modo con cui ci si procura tali beni e l’uso che poi se ne fa, perché non debbano mai catturare il nostro cuore. Il cuore, appunto, è questo che interessa a Gesù, perché dov’è il nostro cuore, lì c’è la nostra ricchezza! Il credente non può dunque che essere povero, poiché ripone la sua forza e la sua fiducia in Dio, e non nel denaro, potere, affetti, lavoro, intelligenza...Questi beni ci verranno riconsegnati centuplicati come frutto e fonte della nostra libertà, se avremo consegnato pienamente il cuore al volere del Signore. Da questo punto centrale deriva dunque il rapporto di ciascuno con i beni materiali.Il Vangelo ci insegna che non dobbiamo né cercare la povertà materiale, né affannarci troppo per i beni, ma amare la laboriosità e l’ingegno che procurano la ricchezza e dobbiamo lottare per la giusta abbondanza. La vera solidarietà, dunque, non consiste nel distribuire la ricchezza prodotta ad altri, ma nel consentire a tutti di produrla.

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“Aprite le porte al Signore che viene”

25 dicembre 2010 - La Comunità cristiana di Fontanella celebra la Festa del Santo Natale

La vigilia di questo S. Natale è trascorsa nella celebrazione del sacramento della Penitenza. Alla spicciolata, con  la possibilità di trattenersi per il tempo  necessario e desiderato, senza alcuna fretta, molte persone hanno potuto accostarsi al sacramento della Riconciliazione. Altrettante hanno potuto regalarsi momenti di preghiera e di riflessione nel clima raccolto della chiesa.  Poi, nella Rettoria, del caffè, del tè e dei dolci attendevano i graditi ospiti: segno di quell’accoglienza concreta e familiare che connota lo stile di ospitalità della Rettoria di S. Egidio.

S.Egidio Natale2010A mezzanotte la S. Messa presieduta da don Gianluca e concelebrata da don Giacomo.

La chiesa era nel buio, solo una fioca luce ad illuminare, sul presbiterio, la coreografia creata da Stefano: un giaciglio di paglia, l’anta di una porta, l’inferriata di una finestra.  Dal fondo della chiesa, preceduto solo da Emanuele con una candela in mano, don Gianluca ha portato il bambino riponendolo tra la paglia della mangiatoia. Qualche attimo di intenso silenzio e poi le luci, i canti, quella gioia e serenità che caratterizzano il  Natale.

Per tutti l’invito forte ad affacciarsi alla finestra della propria casa per contemplare Maria e Giuseppe viandanti per le strade del mondo; ad impedire che l’inferriata della propria casa diventi una prigione; ad aprire la porta al Signore che viene; a contemplare il miracolo delle proprie mani vuote a cui è affidato il dono di un Figlio; a scoprirsi, con meraviglia e stupore, figli nel Figlio di un unico Padre che è nei cieli.

Dopo la celebrazione eucaristica, mentre le campane “dirette” da Martino suonavano liete armonie natalizie, tutti hanno potuto partecipare ad un momento di gioia e di condivisione presso la Rettoria scambiandosi gli auguri di un Santo Natale.